E dopo la laurea?" è un'iniziativa attivata all'interno del Progetto Lauree Scientifiche per orientare meglio gli studenti che si iscrivono al primo anno e, attraverso una conoscenza più diretta e personale degli sbocchi occupazionali post-universitari, aumentare in loro la consapevolezza della scelta effettuata e limitare il fenomeno degli abbandoni.

Gli ex-studenti, laureati da almeno 3 anni, sono stati contattati e alcuni di essi hanno accettato di farsi intervistare da una studentessa-tutor, Matilda Cicala. Le interviste, registrate e poi trascritte fedelmente rispettando l'anonimato, danno uno spaccato delle diverse esperienze di laureati magistrali in Scienze Chimiche o Chimica Industriali (o dei laureati quinquennali in Chimica e Chimica Industriale).

Ora queste interviste, dopo essere state presentate agli studenti il 15 maggio ed il 17 maggio 2017, vengono qui riportate.

Ci siamo permessi di aggiungere ad ogni intervista un titolo, che rifletta uno degli spunti più interessanti di ciascuna di essa.

Qui sotto trovate l'elenco. Cliccando sul titolo si accede rapidamente all'intervista.


ORA SONO IO CHE INSEGNO LA CHIMICA UN BUON "APPROCCIO" TRASMESSOMI DAI PROFESSORI DA CHIMICO IN GENOVA A INGEGNERE NEGLI EMIRATI ARABI
MI OCCUPO DI SICUREZZA E AMBIENTE
MI ASPETTAVO RUOLI DI MAGGIORE RESPONSABILITA'
L'IMPORTANTE E' LA FORMA MENTIS
SVOLGO MANSIONI DIVERSE, MA SONO SODDISFATTO TUTTO CIO' CHE HO STUDIATO SI E' RIVELATO UTILE E' FONDAMENTALE IMPARARE L'INGLESE (IO HO DOVUTO FARLO DOPO LA LAUREA)
IL MIO OBIETTIVO E' LAVORARE NELLA RICERCA NEL MONDO DEL LAVORO NON SERVE AVER PRESO VOTI ALTI, MA PIUTTOSTO SAPER AFFRONTARE LE SITUAZIONI PIU' VARIE SPECIALISTA ALLE VENDITE PER UNA COMPAGNIA CHE PRODUCE STRUMENTAZIONI
AVERE UN OBIETTIVO MI HA MOTIVATO MOLTO UNA CARRIERA ACCADEMICA ALL'ESTERO AVREI PREFERITO CHE I LABORATORI FOSSERO STATI MENO IMPRONTATI SUL "DOVER SEGUIRE UNA RICETTA"
SONO A CAPO DI 80 PERSONE Il MERCATO DEL LAVORO NON MI HA PERMESSO DI SEGUIRE IL PERCORSO DI CRESCITA CHE AVREI DESIDERATO DOTTORATO SI, MA PER ENTRARE POI IN AZIENDA
NON SERVE SAPERE FORMULE O EQUAZIONI: BISOGNA ACQUISIRE I CONCETTI

ORA SONO IO CHE INSEGNO LA CHIMICA

OCCUPAZIONE ATTUALE

Al momento sono insegnante di chimica – non di ruolo - in una scuola superiore.

POST LAUREA

Subito dopo la laurea sono stata un paio di mesi al CNR di Genova tramite borsa di studio trovata dal mio relatore di tesi e grazie ad un servizio offerto dall’università; in seguito ho lavorato per circa un anno e mezzo ad Arenzano per una ditta di produceva film plastici accoppiati – ricoprivo il ruolo di addetto alla qualità e alla sicurezza. Sono stata anche impiegata per una piccola azienda del settore navale. (lavoro d’ufficio) Per i successivi 6 anni ho lavorato per il Museo della Scienza a Genova, quindi nella Città dei Bambini, fino ad intraprendere poi la carriera scolastica (a partire dal 2013).

DOTTORATO SI O NO?

Dopo l’esperienza del CNR ho capito che lavorare in laboratorio da sola e fare ricerca, non sarebbe stato adatto per me. Quindi non l'ho frequentato.

COME HO TROVATO LAVORO?

Ho sfruttato internet, le varie agenzie per l’impiego e anche annuncio sui giornali – è così che ho trovato lavoro come animatrice presso la Città dei Bambini.

ASPETTATIVE - SODDISFAZIONE

Innanzi tutto io non ho scelto questo corso perché avevo determinate aspettative, ero infatti appassionata della materia oggetto di studio. Ho capito con l’esperienza cosa mi piacesse davvero fare, ossia stare a contatto col pubblico e lavorare con i ragazzi – motivo per cui ho poi deciso di insegnare. Mi ritengo assolutamente soddisfatta del mio percorso e della mia carriera.

UTILITA' CONOSCENZE UNIVERSITARIE

In quanto insegnante, sicuramente utilizzo i metodi che usavano i miei professori all’università e, probabilmente, questa è stata una capacità acquisita inconsciamente.

SUGGERIMENTI

Consiglio di non fermarsi alla sola laurea triennale e, a livello di scelta dell’indirizzo, suggerisco di avere ben chiare quale siano le materie che si ritengono più interessanti. E' meglio valutare con attenzione tutte le possibilità, in modo da non pentirsi poi in corso d’opera. Ovviamente nessuno sa quale sono poi le opzioni che riserva il futuro, tuttavia maggiore è la preparazione, maggiori sono le possibilità di scelta che potranno aprirsi nel mondo lavorativo.

COME DIVENTARE INSEGNANTE

Io insegno chimica, ma potrei anche insegnare scienze (non lo faccio per scelta personale). Ho deciso di fare l’insegnante dopo aver avuto anni di esperienza con bambini e ragazzi: ritengo sia necessario saper instaurare un rapporto insegnante-alunno, capacità che non si può avere, a mio avviso, una volta terminato il percorso universitario in chimica.

RICORDI

Mi sono trovata benissimo durante gli anni universitari e conservo ancora bei ricordi. Ovviamente non è stato facile poichè bisognava (e bisogna tutt’ora) impegnarsi ed essere motivati. L’ambiente universitario era molto accogliente ed i professori erano sempre disponibili: una volta terminato il percorso di studi, si capisce che nel mondo del lavoro è tutto molto diverso e forse questo è stato l’unico punto a “sfavore”.

UN BUON "APPROCCIO" TRASMESSOMI DAI PROFESSORI


OCCUPAZIONE ATTUALE

Sono Principal Scientist in una multinazionale biomedicale.

POST LAUREA

Da Genova mi sono trasferita a Torino ed ho frequentato un dottorato di ricerca di 3 anni in materie plastiche presso il Politecnico, lavorando per una compagnia di servizi (Proplast) legata all’università di Genova ed al Politecnico di Torino. Sei anni fa mi sono trasferita a Brescia per lavorare come Senior Engineer per la mia attuale azienda, mentre adesso ricopro il ruolo di consulente scientifico nel reparto R&D e responsabile delle comunicazioni con i colleghi degli USA.

DOTTORATO SI O NO?

Inizialmente non avrei voluto continuare nell’ambito universitario, ed infatti ho iniziato a lavorare subito dopo la laurea. Quando mi si è ripresentata questa occasione, ho deciso di accettare, pur continuando a lavorare. Ho avuto la possibilità di svolgere una parte del dottorato in Germania, esperienza molto formativa dal punto di vista accademico ed estremamente utile a livello personale.

COME HO TROVATO LAVORO?

Appena laureata, ho sfruttato ogni mezzo a disposizione per cercare lavoro; ho poi trovato il primo lavoro tramite il mio relatore di tesi.

ASPETTATIVE - SODDISFAZIONE

Mi aspettavo qualcosa di completamente diverso, sia in meglio sia in peggio. Quando ho scelto chimica industriale, la mia ambizione era di diventare ricercatore e per un po’ ho provato svolgendo 3 anni di dottorato, seguiti da 3 anni di assegno. In seguito ho deciso di intraprendere una carriera nell’ambito industriale, anche se non è stata una decisione facile e mi è dispiaciuto lasciare la ricerca. Fortunatamente si è rivelata una sfida molto interessante e devo dire che il dottorato è stato comunque molto apprezzato dalla ditta per cui lavoro attualmente e mi ha permesso di ricoprire ruoli di rilievo (quadro) e di intraprendere una carriera molto soddisfacente.

UTILITA' CONOSCENZE UNIVERSITARIE

Ovviamente tutto quello che ho imparato sulle materie plastiche è fondamentale per il mio lavoro. Le conoscenze tecniche sono basilari e mi sono state utili fin da subito (le ho poi approfondite con il dottorato). Il resto è “approccio”: in università ho imparato a rapportarmi correttamente con le persone, perché bisogna considerare i professori al pari di un datore di lavoro. Non cambierei nulla del mio percorso universitario: ritengo che le conoscenze acquisite vadano adattate in base al contesto in cui ci si trova di volta in volta; quindi è meglio avere un ottimo metodo e avere una buona “infarinatura” perchè il resto si costruisce con l’esperienza.

SUGGERIMENTI 

Studiare è importante, ma ritengo che sia molto più utile saper affrontare i problemi con un buon metodo e nel modo più consono alla situazione, capacità che devono essere trasmesse dai professori. 

RICORDI

Personalmente mi sono trovata molto bene a Genova (avevo svolto anche un anno a Pisa): il tipo di approccio con i professori è stato fantastico e mi ha consentito di avere a che fare con persone molto diverse tra loro. Ciò si è rivelato utilissimo poi nel lavoro.

DA CHIMICO IN GENOVA A INGEGNERE NEGLI EMIRATI ARABI


OCCUPAZIONE ATTUALE

Lavoro negli Emirati Arabi per un’acciaieria locale; sono responsabile per le operazione di circuiti di raffreddamento, impianto di produzione acqua (a osmosi inversa) e impianto di separazione aria per la produzione di ossigeno e gas. Il mio non è un lavoro “da chimico”: svolgo mansioni più tipiche di un ingegnere.

POST LAUREA

Dopo essermi laureato, ho svolto uno stage presso un’azienda di Milano con la mansione di gestione e preparazione di schede di sicurezza di prodotti chimici. Sono poi stato assunto a tempo indeterminato per un’altra azienda di Milano, questa volta nel settore commerciale. Sono rimasto per 3 mesi – il lavoro non mi piaceva – e poi ho trovato un lavoro a Genova come chimico analista (iscritto all’albo), presso una ditta che si occupava di bonifiche e smaltimento rifiuti. Ho nuovamente cambiato lavoro ed ho iniziato con un contratto a progetto nel reparto ricerca e sviluppo di un'altra azienda in ambito metallurgico. Il contratto è stato rinnovato fino al 2008, periodo di inizio crisi soprattutto nel settore dell’acciaio. Ho quindi frequentato un master a Genova sul trattamento delle acque, al termine del quale ho avuto la possibilità di fare uno stage negli Emirati Arabi in una ditta di consulenze per la dissalazione. Questa esperienza si è tramutata in un lavoro che ho svolto per 3 anni, fino all’attuale ruolo in acciaieria, che dura invece da 4 anni.

DOTTORATO SI O NO?

Mi era stato offerto un dottorato in Polonia, siccome avevo svolto la tesi nell’ambito del progetto Erasmus. Avrei potuto svolgere un anno là, un anno in Canada ed un anno in un terzo stato da scegliere. Tuttavia volevo entrare nel mondo industriale e non avevo molta voglia di continuare gli studi e rimanere nel mondo della ricerca, almeno in quel momento.

COME HO TROVATO LAVORO?

Ho trovato il primo stage tramite Monster, mentre, per il primo lavoro a Milano, ho sfruttato le conoscenze fatte durante lo stage. Grazie al servizio Infochim del nostro dipartimento, ho poi trovato lavoro a Genova. In seguito ho nuovamente sfruttato Monster per venire a conoscenza di una posizione libera nell’azienda successiva. Ho tuttavia deciso in tal caso di non passare per l’agenzia inviando il curriculum direttamente all’azienda. Sono poi stato assunto con una mansione differente rispetto alla posizione proposta sull’annuncio che avevo visionato. Infine il master mi ha permesso di svolgere lo stage negli Emirati presso la ditta di consulenze. Poi, grazie ad un amico, ho  trovato l’occupazione attuale in acciaieria.

PERCHE’ RIMANERE ALL’ESTERO E NON IN ITALIA?

Sostanzialmente i salari sono più elevati. Ovviamente questa non è l’unica motivazione. Infatti mi ritengo una persona molto curiosa che ama conoscere e vivere in posti diversi, conoscendo persone nuove. Ho avuto la possibilità di viaggiare molto per lavoro e penso che questo sia il paese migliore in cui vivere di tutto il Medio Oriente. In Italia non c’è stabilità lavorativa, mentre qui, nonostante non ci siano tutele sindacali o simili, comunque ci si sente meno precari e più sicuri; non per ultimo, qui ho potuto fare carriera, opportunità che probabilmente non avrei avuto se avessi deciso di rimanere in Italia.

ASPETTATIVE - SODDISFAZIONE

Sicuramente avevo altre aspettative: mi immaginavo in un laboratorio di ricerca o di analisi, mentre adesso svolgo un lavoro che è sostanzialmente differente visto che la parte chimica è una parte minima del mio lavoro.

UTILITA' CONOSCENZE UNIVERSITARIE

Per esperienza, ritengo che il mondo dell’industria sia totalmente diverso da quello universitario. Svolgendo un lavoro attinente solo in parte al mio corso di studi, non posso dire di poter sfruttare al meglio le conoscenze acquisite durante il periodo accademico Mi sono comunque reso conto che le nozioni apprese con il corso di laurea in chimica sono molto più “elevate” rispetto a quelle richieste nel mio lavoro, ma d’altra parte ho avuto enormi lacune in altri ambiti: potrebbero, forse, esserci corsi più specifici, dedicati a chi volesse approfondire particolari tecniche o ambiti delle industrie chimiche.

SUGGERIMENTI

La cosa principale è seguire le proprie passioni: questa è la “conditio sine qua non” per poter andare avanti. In secondo luogo consiglierei a tutti gli studenti di imparare molto bene l’inglese e se possibile svolgere un periodo all’estero (Erasmus). Infine suggerisco di avere la mentalità aperta e non pretendere che le cose vadano come ci si aspetta: bisogna avere un’idea di massima di cosa se vuole fare e poi essere disposti ad accettare anche opportunità diverse o che sembrano a noi distanti, poiché avere una mente chiusa può precludere possibilità interessanti e stimolanti.

RICORDI

Mi ricordo in modo positivo i miei compagni di università, con alcuni di loro sono tuttora in contatto: era un piacere stare con loro, eravamo un bellissimo gruppo.

MI OCCUPO DI SICUREZZA E AMBIENTE

OCCUPAZIONE ATTUALE

Lavoro per una Società multinazionale nell’ambito dell’energia e della petrolchimica e mi occupo di salute, sicurezza ed ambiente.

POST-LAUREA

Mi sono laureata nel 2004 subito dopo ho preso una borsa di studio con il CNR e l’università, della durata di un anno; nel 2006 sono stata assunta presso il polo petrolchimico del gruppo con sede a Mantova, dove ho svolto per 7 anni il lavoro di ricercatrice nel laboratorio di risonanza magnetica (centro di ricerca). Sono stata poi trasferita presso gli uffici direzionali di Genova e mi sono occupata per un periodo di logistica, poi sono passata all’ufficio di salute, sicurezza ed ambiente.

DOTTORATO SI O NO?

Perché? Svolgere altri 3 anni, senza avere una prospettiva futura certa, non mi sembravano utili. Ho preferito cercare lavoro subito.

COME HO TROVATO LAVORO?

Sostanzialmente ho usato internet, cercando direttamente le aziende ed inviando i vari curricula.

ASPETTATIVE - SODDISFAZIONE

Io ho iniziato al centro ricerche di Mantova, quindi il lavoro di ricerca iniziale ha rispecchiato molto ciò che avevo fatto all’università. Lavorando in laboratorio, tuttavia, mi sono resa conto che mi piacevano mansioni più dinamiche, che mi consentissero di avere più contatti con le persone - quel lavoro era per me una mansione troppo “statica”.
Con il trasferimento da Mantova, lasciando il laboratorio, mi è sembrato inizialmente di aver “buttato” la mia laurea; tuttavia con il trasferimento dall’ufficio logistico a quello di sicurezza e ambiente, ho applicato diverse competenze che ho acquisito durante l’università. Ovviamente è un lavoro molto vario, quindi vedo tante realtà diverse: sicuramente mi piace molto di più rispetto al lavoro “da laboratorio”, proprio per la sua dinamicità 

UTILITA' CONOSCENZE UNIVERSITARIE

Durante la mia prima fase di carriera lavorativa mi sono servite conoscenze tecniche molto specifiche, tipiche del chimico; ho imparato lavorando a rapportarmi con varie persone e realtà, bagaglio utile anche per la mansione attuale. A parte le competenze puramente tecniche, è necessario avere moltissimo spirito di adattamento e versatilità, perché essere in un’azienda è completamente differente rispetto al mondo universitario. Bisogna sempre cogliere il lato positivo delle cose e farne tesoro, perché costituiscono un importante bagaglio di esperienze. La peculiarità del nostro corso di studi è, secondo me, “l’approccio al problema” - le competenze più strettamente tecniche si imparano poi in azienda, sul campo. Avere un buon metodo di studio all’università permette di creare una buona base che porta poi ad avere la giusta mentalità anche sul lavoro, nei termini di approccio al lavoro stesso.

SUGGERIMENTI

Cercare di imparare a gestire determinate situazioni in università, con la prospettiva futura di avere maggiore autonomia decisionale anche nel mondo del lavoro: saper affrontare i problemi in autonomia è molto utile soprattutto quando si decide di lavorare in grandi aziende.

RICORDI

Ricordo il periodo universitario come il periodo più bello della mia vita: eravamo un bel gruppo ed anche studiare insieme poteva (a volte) essere piacevole.

MI ASPETTAVO RUOLI DI MAGGIORE RESPONSABILITA'

OCCUPAZIONE ATTUALE

Sono disoccupato da 5 giorni (N.D.: al momento dell’intervista - febbraio 2017). L'ultimo lavoro è stato come analista chimico all’ARPAL.

POST-LAUREA

A 2 mesi dalla laurea ho iniziato uno stage presso un laboratorio privato in provincia di Pavia; al termine di questo periodo(durato complessivamente 2 mesi), sono stato assunto dalla stessa azienda a tempo determinato per 1 anno. Mi sono tuttavia licenziato dopo 6 mesi per iniziare il dottorato di ricerca della durata di 3 anni, presso il DCCI dell’Università di Genova. Dopo il dottorato sono rientrato nel campo delle analisi chimiche con un contratto a progetto in Arpal.

DOTTORATO SI O NO

Ero interessato ad un’opportunità di crescita personale e volevo avere la possibilità di imparare ed approfondire un determinato argomento; mi allettava anche l’idea poter avere accesso a lavori che richiedessero qualifiche più alte.

COME HO TROVATO LAVORO?

Lo strumento che ho utilizzato maggiormente è stato internet: ho sfruttato molto i portali di ricerca dedicati, come Monster e Linkedin, anche se non si sono rivelati per niente utili. Ho avuto più successo inviando i curricula per email alle singole aziende, a seguito di una ricerca personale. Bisogna comunque tener conto del fatto che su una media di 150 email inviate, sono stato ricontattato per effettuare circa una decina di colloqui.

ESPERIENZE ALL'ESTERO

Durante il periodo di dottorato sono stato per 8 mesi in Belgio, presso l’Università di Ghent, per una collaborazione con l’Università di Genova: è stata un’esperienza importante sia dal punto di vista personale, sia da quello accademico (ho avuto la possibilità di utilizzare strumentazioni avanzate, non presenti nel nostro dipartimento).

ASPETTATIVE - SODDISFAZIONE

Per il momento non sono molto soddisfatto delle posizioni lavorative ricoperte: mi aspettavo di poter avere ruoli di maggiore responsabilità.

UTILITA' CONOSCENZE UNIVERSITARIE

A livello di contenuti didattici, ritengo che il percorso formativo sia adatto, soprattutto se confrontato con colleghi provenienti da altre università: siamo infatti in possesso di un ampio bagaglio di conoscenze, che ci permettono anche di accedere facilmente a nuove informazioni. Rispetto al mio caso particolare, ritengo manchi la parte strettamente normativa (utile ad esempio per un analista chimico che lavora nel settore ambientale). Cosa invece è senza dubbio servito durante il dottorato di ricerca? Io mi sono formato come chimico analitico e le conoscenze di analitica strumentale ed ambientale sono alla base del mio lavoro quotidiano.

SUGGERIMENTI

Secondo me è importante avere un metodo di studio basato sulle proprie esigenze e capacità. Per quanto riguarda la ricerca del lavoro, consiglio di iniziare “dal giorno prima della laurea”: bisogna avere un piano sistematico e dettagliato, in modo da mandare curricula mirati e cercare un lavoro.


L'IMPORTANTE E' LA FORMA MENTIS

OCCUPAZIONE ATTUALE

Apprendista di ricerca e di alta formazione presso TICASS, un consorzio di aziende liguri (di cui fa parte anche l’università).

POST-LAUREA

Ho frequentato un dottorato di ricerca per 3 anni e poi ho subito trovato questo lavoro. Il dottorato di ricerca è stato svolto all’interno dell’università di Genova (DCCI), nella sezione di chimica inorganica

DOTTORATO SI O NO?

La decisione di frequentare il dottorato è stata motivata dal fatto che mi sarebbe piaciuto rimanere nella ricerca, all’interno dello stesso ambito della tesi magistrale, anche se durante il dottorato ho fatto un lavoro più applicativo, studiando materiali per le celle fotovoltaiche. Mi è servito anche per capire se la ricerca avrebbe potuto diventare il mio lavoro futuro.

ESPERIENZE ALL’ESTERO

Ho fatto l’Erasmus durante lo svolgimento della la tesi magistrale ed un ulteriore periodo di scambio durante il dottorato. E’ stata un’esperienza molto utile sia a livello accademico, sia come esperienza di arricchimento personale.

COME HO TROVATO LAVORO?

 Ho fatto diverse ricerche su internet, ma il lavoro che sto svolgendo sono riuscita a trovarlo grazie al servizio del dipartimento che inoltra ai laureati magistrali le email con le offerte di lavoro (Infochim).

ASPETTATIVE - SODDISFAZIONE

In realtà non posso rispondere, perché sto lavorando in un ambito completamente diverso rispetto a quello in cui mi ero specializzata: sto svolgendo un lavoro che appartiene più al settore della chimica industriale (ho invece una LM in Scienze Chimiche), motivo per cui sto anche seguendo un periodo di informazione specifica. In generale però rispecchia quello che avrei voluto fare, perché sono parzialmente rimasta nel settore della ricerca, grazie anche alla collaborazione con l’università. Il passaggio dal dottorato all’inizio del mio attuale lavoro è stato molto rapido (10 giorni), quindi è stato appagante; lavoro da meno di un anno e per ora posso ritenermi soddisfatta.

UTILITA' CONOSCENZE UNIVERSITARIE

Qualche nozione ovviamente si è rivelata utile, ma la cosa più importante è stata la “forma mentis” come il saper affrontare determinati problemi che possono presentarsi durante un lavoro di ricerca; sicuramente la formazione universitaria ed il dottorato aiutano ad affrontare questo tipo di problemi.

SUGGERIMENTI

Il corso è cambiato sicuramente rispetto a quando ho frequentato. Dal mio punto di vista, era abbastanza ben strutturato, con i corsi ben divisi (ora molti sono invece stati accorpati, e ciò potrebbe creare una maggior difficoltà soprattutto per preparare e dare gli esami). Forse bisognerebbe evitare alcune ripetizioni nei corsi della magistrale, rispetto a quelli della triennale,  in modo da dare spazio a qualcosa di nuovo che non è stato ancora studiato. Bisogna impegnarsi molto nello studio e cercare di capire i concetti, appassionandosi a quello che si sta studiando. La maggior parte dei laureati in chimica non svolge un lavoro di ricerca. Esistono svariati lavori legati alla materia, ma l’importante è seguire quello che piace e portarlo avanti con convinzione.

SVOLGO MANSIONI DIVERSE, MA SONO SODDISFATTO


OCCUPAZIONE ATTUALE

Sono coordinatore di pubblica sicurezza nel settore della difesa.

POST-LAUREA

Ho iniziato nell’attuale azienda, partendo dall’ufficio tecnico; poi mi sono via via specializzato con i vari titoli necessari a ricoprire questa carica (tutti titoli ministeriali). Successivamente ho affiancato il dirigente uscente per 2 anni, per poi prenderne il posto.

DOTTORATO SI O NO?

Non ho frequentato un dottorato perché ho iniziato a lavorare subito, quindi non c’è stato il tempo.

COME HO TROVATO LAVORO?

Sono stato contattato direttamente dall’azienda che mi conosceva in quanto avevo svolto la tesi di laurea con loro.

ASPETTATIVE - SODDISFAZIONE

Dal punto di vista della tipologia di lavoro, svolgo mansioni completamente diverse rispetto a ciò per cui mi sono preparato (essendomi laureato in chimica industriale). Mi ritengo comunque attualmente soddisfatto della mia carriera e,ovviamente, spero di incrementarla ancora. Per quanto riguarda le mie esperienze, ho notato che in Italia “conta di più" essere un ingegnere (se tornassi indietro forse sceglierei ingegneria chimica, piuttosto che chimica industriale).

UTILITA' CONOSCENZE UNIVERSITARIE

Purtroppo le mie conoscenze universitarie non si sono rivelate utili al di fuori della tesi, ma questo è ovviamente riferito al mio caso specifico.

SUGGERIMENTI

Bisogna impegnarsi ed approfondire gli aspetti più pratici di quello che si fa: è fondamentale cercare di capire cosa effettivamente può essere utile nel mondo nel lavoro.


TUTTO CIO' CHE HO STUDIATO SI E' RIVELATO UTILE

OCCUPAZIONE ATTUALE

Mi occupo di ingegneria di processo e metallurgia dei prodotti per l’auto, all’ILVA di Novi Ligure.

POST-LAUREA

Dopo la laurea ho svolto un periodo come apprendista per il controllo e qualità presso la DEMONT di Millesimo (azienda che produce impianti), dove mi occupavo di controlli non distruttivi sulle saldature; in seguito sono entrato in ILVA con un contratto di apprendistato di alta formazione. Questo contratto mi ha permesso di prendere parte ad un master universitario di II livello in siderurgia, organizzato dal Politecnico di Torino e dall’Università di Genova. In seguito al master sono rimasto nella stessa azienda.

DOTTORATO SI O NO?

Avevo preso in considerazione l’ipotesi di frequentare un dottorato, ma ho deciso di abbandonare tale via vista l’eccessiva durata di tale periodo. Mii faceva infatti paura l’idea di affacciarmi nel mondo del lavoro a 28 anni. Inoltre, il modo industriale offriva all'epoca una retribuzione piuttosto bassa rispetto alle potenzialità di un dottore di ricerca. Infine non avevo desiderio di fare lunghe esperienze all’estero (previste in tutti i dottorati che erano a mia disposizione). Probabilmente adesso farei una scelta diversa.

COME HO TROVATO LAVORO?

Essendomi laureato nel 2005, ho usato ciò che offriva internet all’epoca – molto limitato rispetto alle attuali possibilità - nonché il banale elenco del telefono. Mi sono mosso in autonomia per tutto il primo periodo, mentre per il master, sono stato indirizzato da una mia professoressa universitaria.

ASPETTATIVE-SODDISFAZIONE

Sono abbastanza soddisfatto, anche se la situazione di crisi economica e aziendale degli ultimi anni (dal 2009) ha ovviamente influito negativamente.

UTILITA' CONOSCENZE UNIVERSITARIE

Voglio premettere che sono un sostenitore della formazione accademica e ritengo che il distacco tra il mondo universitario e quello del lavoro, sia da imputare proprio a quest’ultimo: tante volte mi trovo a relazionarmi con persone che non sanno rapportarsi con laureati (preparati) in discipline scientifiche. Le conoscenze che ho acquisito durante il percorso universitario mi sono tutt’ora utili, ma mi risulta difficile far comprendere questo aspetto a chi non ha seguito il mio stesso percorso. Sicuramente è utilissimo aver imparato a relazionare, sia in italiano che in inglese, seguendo un metodo analitico/scientifico; inoltre la capacità di affrontare problemi e varie conoscenze di base (termodinamica,scienza dei materiali, ecc.) vengono sempre utili in qualsiasi contesto industriale. Forse alcuni corsi andrebbero aggiornati, in particolare quelli molto specifici e focalizzati a dare una preparazione di tipo industriale (ad esempio approfondire alcune tecniche recenti ed innovative).

SUGGERIMENTI

Consiglio di sfruttare gli strumenti di Orientamento al lavoro che offre l’università e di confrontarsi il più possibile con realtà che sono al di fuori del mondo accademico, svolgendo periodi all’estero, stage in industria e cose di questo genere. A livello di esperienza universitaria, trovo che la laurea magistrale dia qualcosa in più rispetto alla triennale (io ho svolto il ciclo unico del vecchio ordinamento, ma ho avuto modo di confrontarmi con studenti che hanno svolto il nuovo percorso 3+2).

RICORDI

Mi rendo conto anche a distanza di anni che le nozioni di chimica organica sono sempre utili, nonostante io abbia intrapreso un percorso industriale incentrato sui materiali a matrice metallica: col senno di poi, ho apprezzato molto il mio corso di studi in chimica, perché tutto ciò che ho studiato si è rivelato utile. In generale consiglio di non trascurare nessuna materia, anche se può sembrare distante dal proprio settore: l’industria non è a compartimenti stagni e bisogna avere una visione d’insieme di tutti gli ambiti della chimica, perché ciò aiuta a plasmare il modo di pensare e permette di assumere tante nozioni differenti che possono essere sfruttate anche a 10, 20 anni di distanza.

E' FONDAMENTALE IMPARARE L'INGLESE (IO HO DOVUTO FARLO DOPO LA LAUREA)




OCCUPAZIONE ATTUALE

Impiegato in settore metalmeccanico

POST LAUREA

Subito dopo la laurea sono stato collaboratore di ricerca all’interno del dipartimento. Ho poi seguito un master di specializzazione aziendale.

DOTTORATO SI O NO?

Non c’è stata la possibilità per questioni di disponibilità di borse.

COME HO TROVATO LAVORO?

Il lavoro è stato una conseguenza del percorso formativo iniziato con il master

ESPERIENZE ALL'ESTERO

Ho svolto un periodo all’estero durante lo svolgimento della tesi magistrale. Non mi è sembrato comunque sostanzialmente differente rispetto all’approccio metodologico che ho appreso nel nostro dipartimento. Ovviamente è stata un’esperienza utile, anche se avevo già avuto diverse esperienze all’estero per motivi personali (non è stata dunque una novità).

ASPETTATIVE - SODDISFAZIONE

Non sono state assolutamente confermate le aspettative che avevo quando ero studente: ci si aspetta di svolgere determinati lavori una volta in possesso della laurea in chimica, ma quasi sempre questo non avviene. Sicuramente mi aspettavo qualcosa di meglio, ma in Italia non c’è una netta distinzione tra un laureato ed un lavoratore “normale”. Mi ritengo quindi soddisfatto a metà: sono a conoscenza di miei colleghi universitari, sia più vecchi che più giovani, che alla fine non svolgono lavori in cui sia richiesta la laurea in chimica o che addirittura hanno lasciato questo settore. Personalmente mi pongo “nella media”: conosco infatti colleghi con guadagni decisamente inferiori, così come persone che lavorano all’estero e guadagnano somme ingenti. Ovviamente i soldi non sono tutto, ma contribuiscono in gran parte alla soddisfazione personale.

UTILITA' CONOSCENZE UNIVERSITARIE

A livello accademico ho sfruttato tutte le nozioni inerenti ai polimeri; recentemente ho risolto un problema facendo uso delle conoscenze di chimica di base, quindi tutto ciò che si studia è alla fine utile, anche se questo non è mai evidente subito dopo aver conseguito la laurea. Ritengo che sia fondamentale avere un’esperienza in azienda: concludere la triennale con un tirocinio esterno all’università, può già dare un’idea allo studente di come funzioni il mondo aziendale.

SUGGERIMENTI

E' fondamentale imparare l’inglese, perché parlare una seconda lingua è richiesto dalle aziende. Io ho dovuto imparare l’inglese dopo essermi laureato, anche se parlavo già francese. Suggerisco inoltre di laurearsi presto, poiché è meglio avere un voto di laurea basso ma ottenuto in tempi “rapidi”, piuttosto che laurearsi con il massimo dei voti avendo impiegato molto tempo. Una volta laureati consiglio di svolgere tanti stage, anche se poco o non retribuiti, perché dimostrano che si è disposti a lavorare e si è volenterosi: nelle nuove generazioni si vede spesso questa poca voglia di darsi da fare, quindi bisogna dimostrare che si è disposti a mettersi in gioco per l’azienda.

RICORDI

L’esperienza di laboratorio all’estero mi ha insegnato a relazionarmi con altre persone ed altri ambienti. In generale ricordo l’esperienza di tesi come un bel momento del mio percorso universitario.

IL MIO OBIETTIVO E' LAVORARE NELLA RICERCA

OCCUPAZIONE ATTUALE

Sono PostDoctoral Researcher presso ETH a Zurigo (Politecnico Federale di Zurigo)

POST-LAUREA

Ho svolto il PhD in Chimica Fisica a Genova e sono successivamente stato assunto come Post Doc a Zurigo.

DOTTORATO SI O NO?

Una volta terminati gli studi universitari, ho ritenuto interessante svolgere il dottorato perché ritengo l’ambito della ricerca uno dei più stimolanti. Sono rimasto a Genova perché mi ero trovato bene con il mio relatore di tesi (con il quale ho ancora un ottimo rapporto), perché mi piaceva molto il progetto e perché sapevo che avrei avuto la possibilità di spendere una parte consistente del lavoro all’estero. Ho lasciato poi l’Italia sia per motivi personali, sia per questioni lavorative: l’ETH è tra le prime 10 università al mondo, quindi avere la possibilità di lavorare in questo ambiente è importantissimo per la mia carriera.

COME HO TROVATO LAVORO?

Per trovare la posizione attuale ho svolto solo ricerche personali: né io, né i miei contatti a Genova conoscevano il professore a capo del mio attuale progetto, quindi mi sono mosso in autonomia.

ASPETTATIVE – SODDISFAZIONE

Per me è difficile da dire: avendo cambiato completamente ambiente, mi sono ritrovato in una situazione completamente diversa che però non ha disilluso le mie aspettative. Il mio obiettivo era quello di fare ricerca e sono attualmente in un posto dove posso fare ciò a cui ambivo: l’unico requisito fondamentale è avere le idee chiare, anche perché si è molto indipendenti e bisogna gestire il lavoro in autonomia. Mi ritengo molto soddisfatto della mia attuale carriera.

UTILITA' CONOSCENZE UNIVERSITARIE

Mi sono reso conto di quanto sia importante fare esperienze all’estero, aspetto che sottovalutavo durante il percorso di studi. iO ad esempio ho deciso di non svolgere l’Erasmus, ma col senno di poi avrei preso tutt’altra decisione. Sarebbe estremamente utile promuovere le esperienze all’estero, anche quelle non strettamente accademiche. esistono ad esempio aziende che organizzano brevi campus per dottorandi, possibilità di cui sono venuto a conoscenza solo dopo il PhD: sono queste le occasioni da cui poi nascono le opportunità lavorative, quindi ritengo che un’istituzione come l’università dovrebbe sponsorizzare maggiormente tali iniziative presso i propri studenti.

SUGGERIMENTI

Ritengo che sia più utile seguire un curriculum universitario abbastanza generico, perché ciò permette di avere una visione d’insieme di molte materie. Si ha tempo poi di approfondire un determinato settore della chimica. Ribadisco il concetto di fare esperienze all’estero e, se non si ha voglia, almeno fare esperienze all’interno dell’ambito industriale italiano: secondo me il tirocinio triennale andrebbe svolto al di fuori dell’università, perché consente di lavorare con persone nuove, in un contesto aziendale stimolante e completamente diverso da quello universitario. Chi poi avesse voglia di continuare nell’ambito accademico, ha tutto il tempo di svolgere la tesi magistrale all’interno dell’università. La tesi richiede infatti un periodo molto più lungo che consente di entrare meglio nell’ottica della ricerca scientifica.

RICORDI

Ricordo un mio professore che ci diceva sempre che è inutile farsi “del sangue marcio” per finire nei tempi: è meglio cercare di apprendere e capire quello che si sta facendo in modo da essere a posto con la propria coscienza, ovviamente in tempi ragionevoli.

NEL MONDO DEL LAVORO NON SERVE AVER PRESO VOTI ALTI, MA PIUTTOSTO SAPER AFFRONTARE LE SITUAZIONI PIU' VARIE

OCCUPAZIONE ATTUALE

Sono un operatore chimico per un laboratorio di analisi nel settore analitico-farmaceutico.

POST-LAUREA

Tre mesi dopo essermi laureata ho trovato questo lavoro, inizialmente assunta con uno stage trimestrale e successivamente con un contratto a tempo determinato di un anno e mezzo. Infine, in seguito sono stata assunta a tempo indeterminato.

DOTTORATO SI O NO?

Non ritenevo utile frequentare un dottorato, quindi ho subito iniziato a cercare lavoro.

COME HO TROVATO LAVORO?

Ho mandato diverse email alle singole aziende (allegando il curriculum) e mi sono iscritta alle varie agenzie del lavoro. Ho avuto successo proprio grazie alla ricerca personale.

ASPETTATIVE – SODDISFAZIONE

Non mi aspettavo di lavorare in questo settore: ero più indirizzata verso il campo ambientale. Tuttavia mi piace molto il lavoro attuale, lo trovo stimolante (ovviamente i ritmi e l’ambiente sono completamente diversi rispetto a quando si frequenta l’università). Mi ritengo per il momento soddisfatta della carriera che ho intrapreso.

UTILITA' CONOSCENZE UNIVERSITARIE

Per il lavoro che svolgo, sono stati fondamentali i laboratori effettuati durante il periodo universitario (in tale ottica, forse aumenterei le ore di laboratorio). Ritengo che l’università mi abbia formato al meglio per il mio attuale lavoro, anche se ovviamente ogni mansione poi risulta molto specifica.

SUGGERIMENTI

Secondo me è molto importante capire quello che si studia: nel mondo del lavoro non serve aver preso voti alti, ma piuttosto saper affrontare le situazioni più varie applicando le conoscenze acquisite. Bisogna avere elasticità mentale ed affrontare le problematiche ragionando.

SPECIALISTA ALLE VENDITE PER UNA COMPAGNIA CHE PRODUCE STRUMENTAZIONI

OCCUPAZIONE ATTUALE

Specialista alle vendite per una compagnia che produce strumentazione per laboratori chimici ed ospedalieri (ditta americana, con sede a Milano).

POST-LAUREA

Ho iniziato subito a lavorare per una ditta di Genova in ambito commerciale, con mansioni simili al mio attuale lavoro.

DOTTORATO SI O NO?

Ho deciso di non frequentare un dottorato di ricerca perché la ritenevo una strada non molto compatibile, soprattutto economicamente, con chi, come me, voleva mettere su famiglia subito dopo la laurea. Inoltre avendo avuto questo opportunità, ho deciso di iniziare subito a lavorare.

COME HO TROVATO LAVORO?

Soprattutto tramite internet, anche attraverso siti dedicati come Linkedin, Monster, ma anche iscrivendomi ad un'agenzia interinale. Devo dire che si sono rivelati estremamente utili per trovare la mia occupazione.

ESPERIENZE ALL'ESTERO

Non ho avuto esperienze all’estero, purtroppo, se non per brevi viaggi di lavoro per l’azienda attuale.

ASPETTATIVE - SODDISFAZIONE

Mi sono reso conto che la laurea è assolutamente indispensabile, anche se mi immaginavo qualcosa di diverso: uscendo da un “mondo di laboratorio”, non mi sarei aspettato di ritrovarmi nel settore commerciale. Dal punto di vista della soddisfazione, è attualmente superiore alle aspettative e per ora mi ritengo soddisfatto della mia carriera.

UTILITA' CONOSCENZE UNIVERSITARIE

Una laurea conseguita in ambito scientifico-chimico è essenziale. Infatti la mia ditta assume laureati in materie scientifiche, con indirizzo chimico e farmaceutico. Ritengo che la laurea magistrale in ambito scientifico sia molto settoriale, il che può considerarsi un pregio dal punto di vista della formazione accademica; tuttavia una volta entrati nel mondo del lavoro, c’è il rischio di trovarsi impreparati nel mondo aziendale (a meno di lavori “da laboratorio”). Durante la laurea triennale ritengo si vada più incontro alle aziende, vista la possibilità di svolgere un tirocinio esterno. Dopo 7 anni di lavoro, mi sono reso conto che mancano le conoscenze legate alla burocrazia ed alla struttura aziendali, aspetti che possono aiutare a capire come funziona una compagnia (commerciale e non).

SUGGERIMENTI

Sicuramente consiglio di non focalizzarsi solo sulla chimica che si svolge in laboratorio. Bisogna allargare gli orizzonti e capire che un chimico può diventare tutt’altro! La nostra formazione è molto specifica, ma fornisce una “forma mentis” che può essere ampiamente sfruttata in molti settori (conosco, per esempio, amministratori delegati di grandi aziende non chimiche che sono laureati in chimica).

AVERE UN OBIETTIVO MI HA MOTIVATO MOLTO

OCCUPAZIONE ATTUALE

Sono responsabile di un impianto di produzione di materiali polimerici in provincia di Treviso.

POST-LAUREA

Subito dopo essermi laureato ho lavorato per il CNR (ISMAC) a Genova con un assegno di ricerca. Durante questo periodo ho fatto un colloquio per una multinazionale di Bologna (settore degli additivi) e sono stato assunto con un contratto a tempo determinato, convertito poi in contratto a tempo indeterminato. Dopo circa un anno e mezzo, ho trovato una posizione da responsabile di produzione in Veneto e mi sono trasferito lì per un breve periodo; ho lasciato l’azienda – che poi è fallita - e per circa un anno sono stato disoccupato, fino a trovare l’attuale posizione.

COME HO TROVATO LAVORO?

I metodi di ricerca sono sempre stati a livello informatico, con ricerca di annunci attraverso siti dedicati, ad esempio Monster. Personalmente ho avuto un riscontro positivo (cioé un colloquio) che si è poi trasformato in una proposta di lavoro, solamente “aggirando” le agenzie: quando visionavo annunci su tali siti, contattavo personalmente l’azienda inviando il curriculum. Ritengo infatti che sia poco utile fare colloqui con persone non tecnicamente preparate perchè le risorse umane di queste agenzie del lavoro spesso non sono in grado di capire né ciò che viene richiesto dall’azienda, né le capacità di chi si propone (al contrario degli esperti di risorse umane interni alle aziende stesse).

DOTTORATO SI O NO?

Ho deciso di non frequentare un dottorato di ricerca perché mi ero innamorato del mondo industriale grazie ad uno stage in azienda (prima di laurearmi) che mi ha fatto capire cosa volessi fare dopo l’università.

ASPETTATIVE -SODDISFAZIONE

Sinceramente non sono partito con aspettative: ho scelto questo percorso di laurea perché mi piaceva la materia, anche se ovviamente il mondo della chimica è estremamente vasto. Ho capito durante gli anni di studio quale fosse l’ambito che mi interessava maggiormente e ho deciso di andare in quella direzione. Faccio un lavoro che mi piace e quindi posso ritenermi soddisfatto.

UTILITA' CONOSCENZE UNIVERSITARIE

La cosa principale è la capacità di rapportarsi con le persone: quando si va in azienda bisogna partire dal presupposto che “non si sa niente”, non perché non si è appreso abbastanza, ma perché ogni realtà industriale ha la sua specificità che nessuna preparazione accademica può dare. Bisogna avere questa consapevolezza, apertura mentale e conoscenze generali di chimica (ciò che piace è una visione ampia della materia). Una volta in azienda bisogna essere propositivi e avere elasticità mentale, in modo da poter poi acquisire la professionalità richiesta in ogni specifico ambito. E' proprio la possibilità di aver visto tante cose diverse in ambito accademico che aiuta ad avere apertura mentale e una visione d’insieme dei problemi che possono presentarsi durante il lavoro.

SUGGERIMENTI

Bisogna essere umili ed onesti perchè l’azienda apprezza la sincerità e sa come vengono preparati i laureati. Suggerisco poi di non avere una visione limitata, almeno fino a che non si hanno legami personali. Ad esempio non si può pensare di laurearsi a Genova e rimanere a lavorare in Liguria perché, purtroppo, è una regione piccola che offre poche possibilità. Io personalmente sono stato un pessimo studente fino a che non ho capito cosa volessi fare: effettuare un’esperienza in azienda ha dato un senso al mio percorso di studi perché finalmente potevo vedere applicate le cose che stavo studiando. Avere finalmente un obiettivo mi ha motivato molto, permettendomi di terminare in breve tempo gli anni mancanti e di migliorare nettamente anche la media dei voti.

UNA CARRIERA ACCADEMICA ALL'ESTERO

OCCUPAZIONE ATTUALE

Sono Assistant Professor (Chimica Teorica) presso il Florida Institute of Technology, un’università privata in Florida, nella città di Melbourne.

POST LAUREA

Dopo essermi laureato ho svolto un PhD di 4 anni (2006-2010) in Chimica Teorica presso l’Università di Zurigo. Al termine di questo periodo mi sono trasferito in America per svolgere un Post Dottorato. presso l’università del Minnesota. Ho svolto un secondo periodo di post-dottorato (dal 2012 al 2016) presso l’università della California, a Berkeley. Dal 2016 ad oggi sono Assistant professor presso il Florida Institute of Technology

DOTTORATO SI O NO?

 Ero convinto fin da subito di voler fare il dottorato perché volevo diventare professore. Non avendo alcun interesse a lavorare in un’industria volevo proseguire la carriera accademica. La scelta di svolgere il dottorato all’estero è derivata dalla convinzione che per “fare scienza” sia necessario essere di mentalità aperta e condividere le proprie nozioni con colleghi di tutto il mondo. Solo dallo scambio di idee e dalla conoscenza di altre culture può derivare un buon progresso scientifico. Questa convinzione mi ha spinto a svolgere il dottorato in Svizzera e poi mi ha portato ad andare negli Stati Uniti. Non mi sono mai sentito un “cervello in fuga”, semplicemente ritengo sia stato il giusto iter per la mia carriera scientifica.

ESPERIENZE ALL'ESTERO

Non ho svolto l’Erasmus perché non sono riuscito a trovare i contatti giusti, ma sono assolutamente a favore di questo progetto e consiglio di svolgerlo a chi ne ha la possibilità

COME HO TROVATO LAVORO?

Ho trovato il dottorato tramite un professore dell’università di Genova. La situazione poi diventa complessa e dipende dal paese in cui ci si trova e dalla situazione personale: in Svizzera esistono delle borse di studio per svolgere PostDoc all’estero ed io ho vinto la borsa per svolgere tale periodo in uno stato a mia scelta – opportunità rara che mi ha consentito di scegliere il luogo in cui lavorassero i professori migliori al mondo, nel mio settore di ricerca. Trovare lavoro come professore è stato difficile, vista la grande competizione. Negli USA il processo è molto diverso dall’Europa e comune a tutti coloro che vogliono ambire a tale ruolo: tra agosto e dicembre le università americane pubblicano i bandi di concorso per le posizioni aperte e fondamentalmente chiunque può inviare la propria candidatura. Nel 2015 ho inviato la mia candidatura a più di 50 università, ma non sono stato assunto; ho ripetuto il procedimento nel 2016 e ho ricevuto 2 offerte di lavoro. Sono dunque finito in Florida.

ASPETTATIVE - SODDISFAZIONE

Il mondo accademico ha rispecchiato completamente le mie aspettative: ho avuto le idee chiare fin da subito, quindi ero già abbastanza preparato. L’ostacolo maggiore è stato trovare la posizione attuale perché il sistema è davvero complicato e competitivo, quindi non è semplice emergere. Attualmente mi ritengo soddisfatto, ma ovviamente dovrò continuare a migliorare, con l’obiettivo di andare in un’università più grande e importante.

SUGGERIMENTI

Consiglio di andar via dall’ Italia e suggerisco di farlo il prima possibile: capisco che sia una cosa strana da dirsi perché in Italia questa prospettiva è poco accettata, ma all’estero questa è la normalità. Negli USA nessuno studente frequenta l’università nella città in cui è nato, nessun laureato frequenta il PhD nell’università in cui ha preso il bachelor e lo stesso ragionamento vale per il Post Doc e per la successiva carriera da professore universitario: questa è una clausola imprescindibile per chi vuole seguire una carriera accademica. La scienza nasce dallo scambio di idee, concetto completamente differente dall’Italia. Studiare sempre nella stessa università o nello stesso paese è estremamente limitante per chi ambisce ad ottenere una carriera accademica internazionale. Poiché imanendo in Italia non è semplice capire quali strade ci siano all’estero, consiglio di informarsi sule possibilità a disposizione al di fuori del nostro paese, che  non sempre sono chiare. Parlare con i professori della propria università è fondamentale, visto che la scienza funziona molto “per conoscenze”, e questo può essere utile nei primi tempi successivi alla laurea. Nel momento in cui si lascia l’Italia, ovviamente si incontrano molte difficoltà. Parlo per esperienza personale, ma l’importante è essere di mentalità aperta, perché ciò consente di andare ovunque e affrontare ogni tipo di problematica. Nell’ambito scientifico ho sempre conosciuto persone disponibili ad aiutarmi. In generale ho notato che, quando si lavora in gruppi internazionali, c’è sempre una grossa comunità di aiuto e sostegno che consente di vivere serenamente anche in un contesto completamente distante da quello di appartenenza.

AVREI PREFERITO CHE I LABORATORI FOSSERO STATI MENO IMPRONTATI SUL "DOVER SEGUIRE UNA RICETTA"

OCCUPAZIONE ATTUALE

Lavoro presso un laboratorio di analisi chimiche per ambiente e sicurezza, con un ruolo tecnico-commerciale.

POST-LAUREA

Mi sono laureato nel 2004 e per circa 6 mesi ho lavorato presso i laboratori del dipartimento, proseguendo il lavoro di tesi (sintesi polimeri). Ho poi iniziato nel settore commerciale presso un’azienda che vende prodotti ospedalieri. Lasciata questa attività, sono rimasto nell’ambito dello sviluppo commerciale, lavorando per un’azienda che produce prodotti per saldature (multinazionale con sede principale in Svezia ed uffici anche a Genova), fino al 2010, anno in cui ho iniziato a lavorare per l'attuale datore di lavoro,  nel settore del monitoraggio ambientale.

DOTTORATO SI O NO?

Quando mi sono laureato non erano a disposizione professori di riferimento (pensionamenti), quindi le ricerche disponibili allora non erano molto inerenti agli studi che avevo portato avanti in tesi.

COME HO TROVATO LAVORO?

Ho trovato il lavoro attuale tramite Monster. La maggior parte delle altre attività erano state trovate in seguito a ricerche personali online ed invio di curricula.

ASPETTATIVE - SODDISFAZIONE

Durante gli studi universitari, mi aspettavo di trovare al di fuori un mondo lavorativo che potesse accettare molto di più una persona proveniente dal settore della ricerca. La realtà dei fatti, in Italia, dimostra che non ci sono molte possibilità di questo tipo. Quindi, da questo punto di vista, sono rimasto molto deluso. Inoltre si privilegia un tipo di ricerca fine a se stessa, metodo che non mi si addice: preferisco svolgere lavori “borderline” tra l’ambito commerciale e quello di laboratorio, per poter affrontare situazioni diverse e più stimolanti. Per quel che offre attualmente il mondo del lavoro in Italia, mi ritengo soddisfatto della mia carriera: svolgo un lavoro che mi piace e che mi permette di fare quello che mi interessa. I lavori precedenti sono stati più deludenti e complicati, motivo per cui li ho abbandonati.

UTILITA' CONOSCENZE UNIVERSITARIE

Poter essere parte di un gruppo di ricerca ed avere la possibilità di usufruire di molte strumentazioni, si è rivelata un’esperienza fondamentale perché adesso sono in grado di comprendere ed osservare in maniera critica i risultati dei miei colleghi. Personalmente avrei preferito che i laboratori fossero stati meno improntati sul “dover seguire una ricetta”: bisognerebbe sviluppare in certi corsi dei laboratori più intuitivi e propedeutici al lavoro di ricerca (che poi si svolge in tesi).

SUGGERIMENTI

Suggerisco di effettuare un tirocinio esterno e (se possibile) all’estero, in modo da poter capire come funziona il mondo del lavoro e, soprattutto, imparare a rapportarsi con altre persone e realtà. Bisogna sapere che un magistrale spesso non svolge un semplice lavoro di routine (all’interno di un laboratorio). Esistono infatti tante altre prospettive che stanno crescendo soprattutto all’estero (tecnologie avanzate applicate a vari settori della chimica), che rispetto ad anni passati, attraggono investimenti e creano opportunità.

RICORDI

Mi sono trovato davvero bene all’università, eravamo in pochi e quindi l’approccio stato piuttosto informale. Con la tesi mi sono messo alla prova, poiché mi sono ritrovato praticamente da solo a seguire il progetto di ricerca e ritengo sia stato estremamente motivante e stimolante.

SONO A CAPO DI 80 PERSONE

OCCUPAZIONE ATTUALE

Lavoro per una società di servizi nel settore petrolifero: sono responsabile dei controlli qualitativi e quantitativi che avvengono su prodotti petroliferi, in Italia e all’estero.

POST LAUREA

Per circa un anno ho lavorato in un laboratorio di un’azienda concorrente a quella per cui lavoro attualmente, sempre nel settore petrolchimico: mi occupavo della parte gestionale e del rapporto con i clienti. Sono poi passato nel settore commerciale-tecnico. Sono stato poi contattato dalla mia attuale azienda e ho iniziato a seguire tutti gli aspetti riguardanti il coordinamento internazionale. La società è infatti una multinazionale, con sedi a Genova e Milano.

DOTTORATO SI O NO?

Ho sempre avuto il desiderio di entrare a lavorare in un’azienda, non mi interessava la ricerca. Mi interessava lavorare nel settore petrolifero, quindi ho cercato subito in questa direzione.

COME HO TROVATO LAVORO?

Ho trovato lavoro grazie a colleghi universitari.

ASPETTATIVE - SODDISFAZIONE

Quando si frequenta l’università è impossibile capire come funzioni davvero il mondo del lavoro, a meno che non si abbia qualcuno di vicino (familiari, amici) che sia dentro a queste dinamiche. Attualmente mi ritengo abbastanza soddisfatto, soprattutto confrontandomi con i miei ex colleghi universitari e con varie realtà: il lavoro mi gratifica (sono a capo di circa 80 persone), anche se i ritmi sono massacranti e la crescita professionale è dura.

UTILITA' CONOSCENZE UNIVERSITARIE

Al di là delle nozioni accademiche, che comunque vengono approfondite in relazione alla propria mansione, ritengo che la cosa più utile sia stata la “forma mentis” che può dare tale percorso universitario. Col senno di poi, suggerirei di dividere il corso in due parti, distinguendo fin da subito il percorso accademico tra coloro che vogliono proseguire nel settore della ricerca e coloro che invece vogliono subito entrare nel mondo del lavoro. Nel mio caso, per esempio, avrei preferito un approccio più pratico alla materia.

SUGGERIMENTI

Innanzitutto bisogna essere convinti quando si sceglie questo percorso universitario: non basta essere appassionati di chimica. Ad esempio confrontarsi con ex studenti può essere di estrema importanza per conoscere aspetti che si possono apprendere solo con l’esperienza. Personalmente lo avrei ritenuto estremamente utile. Mentre si studia, è fondamentale guardarsi intorno ed essere consapevoli di cosa offre il mondo del lavoro in quel preciso momento: suggerisco quindi di svolgere periodi fuori dall’università (esperienze all’estero e/o stage in azienda), per poter capire come vengono affrontati i problemi nelle varie realtà lavorative, ovviamente per chi non vuole fermarsi nel settore della ricerca

RICORDI

Ricordo il periodo universitario con molto piacere e, rispetto a colleghi provenienti da altre realtà accademiche, ho scoperto di aver avuto professori estremamente disponibili. L’ambiente al tempo stesso formale e familiare è stato gratificante e lo sto apprezzando sempre di più. La serietà e l’impegno necessari per poter affrontare gli esami, mi hanno formato sia dal punto di vista accademico, sia dal punto di vista personale.

Il MERCATO DEL LAVORO NON MI HA PERMESSO DI SEGUIRE IL PERCORSO DI CRESCITA CHE AVREI DESIDERATO

OCCUPAZIONE ATTUALE

Impiegato nel reparto “ricerca e sviluppo” di un’azienda packaging con sede in provincia di Alessandria.

POST-LAUREA

Dopo la laurea magistrale ho lavorato per 6 mesi in un'azienda farmaceutica in Svizzera. Alla fine di questo periodo sono rientrato in Italia per svolgere un dottorato della durata di 3 anni a Genova. Finito il dottorato nel 2014, sono stato per un periodo impiegato in un’azienda farmaceutica della Valtellina ed in seguito ho iniziato a lavorare per l’azienda presso cui sono attualmente impiegato da 2 anni.

DOTTORATO SI O NO?

Ho deciso di frequentare un dottorato per interesse per la materia e per la prospettiva che si potessero aprire più opportunità lavorative e di crescita professionale, una volta in possesso di un dottorato.

COME HA TROVATO LAVORO?

Internet: siti specializzati come Monster, Infojobs, Adecco e simili

ESPERIENZE ALL'ESTERO

Sono nate dalla possibilità di poter fare esperienza per un’azienda farmaceutica, anche in un contesto internazionale. Ma più che altro la motivazione era legata all’interesse verso l’azienda.

ASPETTATIVE - SODDISFAZIONE

In realtà le mie aspettative non sono state confermate. Mi aspettavo qualcosa di diverso e quello che ho trovato è stato in qualche modo peggiore rispetto alle aspettative che avevo da studente. Il mercato del lavoro non mi ha permesso di seguire il percorso di crescita che avrei desiderato, specialmente nel periodo successivo al dottorato. Attualmente mi ritengo abbastanza soddisfatto, anche se non svolgo un lavoro di tipo chimico, quindi non molto coerente con il mio percorso universitario

UTILITA' CONOSCENZE UNIVERSITARIE

Le esperienze e le conoscenze acquisite durante il periodo universitario si sono comunque rivelate utili ai fini lavorativi? Ovviamente si, ma in senso lato, poichè materie scientifiche come matematica e chimica servono sempre. Non svolgendo tuttavia la professione per cui mi sono formato (chimico organico nello specifico), allora potrei dire che i miei studi non sono attualmente utili alla mia mansione.
Del mio percorso universitario, anche in base alle esperienze post-laurea, on cambierei nulla. Non credo sia necessario effettuare modifiche al corso di studi; ritengo sia ben strutturato.

SUGGERIMENTI

Il suggerimento che mi sentirei di dare è quello di effettuare esperienze all’estero, come l’Erasmus: penso possano dare nuova fiducia e nuova motivazione a chi magari è indeciso. Accettare la sfida di andare all’estero può essere una buona leva per ritrovare la motivazione se si incontrano difficoltà durante il percorso di studi universitario.

DOTTORATO SI, MA PER ENTRARE POI IN AZIENDA

OCCUPAZIONE ATTUALE

Sono responsabile del gruppo di sviluppo di processi in una fabbrica con sede in Svizzera. Si tratta di un'azienda produttrice di resine termoindurenti.

POST LAUREA

Poco prima di laurearmi ho svolto uno stage di 3 mesi presso un’azienda estera, produttrice di detergenti. A seguire ho svolto un dottorato in Svizzera, della durata di 4 anni – durata tipica dei dottorati in questo paese. Sono stato dunque assunto nell’azienda per cui lavoro.

DOTTORATO SI O NO?

Avevo ricevuto un’offerta di lavoro presso l’azienda in cui avevo svolto lo stage, ma ritenevo che svolgere un dottorato sarebbe stata l’ultima chance per rimanere nell’ambito universitario.

COME HO TROVATO LAVORO?

Ho trovato lavoro rispondendo ad un annuncio; non ho usato agenzie del lavoro o servizi simili.

PERCHE' ALL'ESTERO?

Per quanto riguarda la scelta del dottorato, ho scelto di svolgerlo all’estero perché il tema della ricerca era estremamente interessante (elettrochimica solida) e molto più pratico rispetto alle possibilità che avevo trovato in Italia. Una volta in Svizzera mi sono sposato e quindi sono rimasto logicamente in questo paese; è da sottolineare che tale regione offre dal punto di vista lavorativo molte più possibilità rispetto ad altre realtà europee, quindi la scelta di rimanere all’estero è stata motivata da sia fattori personali , sia lavorativi.

ASPETTATIVE - SODDISFAZIONE

Il dottorato è stato un’esperienza che da un lato mi ha arricchito molto, ma che a tratti è stato estremamente frustrante, poiché la ricerca è fatta di tanti fallimenti – penso sia un sentimento comune a tutti coloro che svolgono questo tipo di percorso. Ripeterei questa esperienza, ma ovviamente con la prospettiva di entrare poi nel mondo del lavoro e non rimanere nell’ambito accademico (come effettivamente ho fatto). Per quanto riguarda la mia posizione lavorativa, ad oggi e mi ritengo molto soddisfatto.

UTILITA' CONOSCENZE UNIVERSITARIE

Il mio lavoro è estremamente coerente con il tipo di conoscenze acquisite durante gli studi di chimica industriale. Quindi la formazione che ho ricevuto è stata il punto di partenza che mi ha portato a diventare un professionista di successo. Le conoscenze di chimica di base sono fondamentali per essere poi in grado di approfondire e comprendere studi più specifici senza troppe difficoltà e con capacità critica. Sono molto soddisfatto del percorso universitario che ho intrapreso.

SUGGERIMENTI

Mi sento di dare due consigli: a) sfruttare il più possibile gli anni della formazione per “muoversi”: io personalmente ho vissuto in 6/7 paesi differenti ed ho sempre trovato estremamente arricchente il fatto di spostarsi. Suggerisco di svolgere l’Erasmus o esperienze simili con l’intento di stare anche per un breve periodo all’estero per effettuare stage, tirocinio o tesi, perché trovo abbiano un impatto rilevante sul percorso universitario e dal punto di vista personale. b) Ritengo sia utile fare diversi colloqui e non fermarsi mai all’apparenza: parlare direttamente con le persone può aiutare a capire se l’idea che ci si è fatti su una determinata azienda sia corretta, perché altrimenti si corre il rischio di scartare a priori delle possibilità che possono non risultare attraenti “sulla carta” , ma che, nella realtà dei fatti, possono invece rivelarsi sorprendenti..

NON SERVE SAPERE FORMULE O EQUAZIONI: BISOGNA ACQUISIRE I CONCETTI


OCCUPAZIONE ATTUALE

Responsabile di un reparto di trattamenti superficiali presso Piaggio.

POST-LAUREA

Laureata nel 2008, dopo 2 mesi ho fatto un colloquio in Piaggio e sono entrata con uno stage di 6 mesi per seguire l’implementazione degli impianti di lavaggio; poi sono stata assunta ed ho lavorato per 6 anni nell’ambito dell’ingegneria industriale.

DOTTORATO SI O NO?

Secondo me il dottorato è molto interessante, ma nel mondo del lavoro attuale - in Italia - non paga molto; è più improntato verso una vita dedicata alla ricerca.

COME HO TROVATO LAVORO?

Mi sono iscritta ai vari portali online, comeMonster e Infojobs ed ho trovato lavoro proprio con Monster.

ASPETTATIVE - SODDISFAZIONE

Mi aspettavo fosse più facile trovare lavoro con una laurea in chimica: io sono stata fortunata, ma ci sono stati dei miei compagni dell’università che non hanno trovato lavoro. La vita lavorativa non è mai quella che ci si aspetta, c’è sempre qualcosa che non va, ma penso che nessuno possa essere contento al 100% di quello che fa. Per quanto mi riguarda mi ritengo molto soddisfatta: sono a capo di 27 persone, ho trovato lavoro subito, quindi sono abbastanza contenta.

UTILITA' CONOSCENZE UNIVERSITARIE

All’inizio le conoscenze universitarie non mi sono servite tantissimo anche perché svolgevo un lavoro da ingegnere. Adesso che sono caporeparto e sono responsabile di tutti i processi chimici dell’azienda, ovviamente si stanno rivelando utili, perché sono rientrata nel mio campo applicativo. Poi ogni lavoro ha le sue peculiarità e vanno apprese solo “sul campo”. Secondo me nella nostra facoltà c’è un bell’ambiente, grazie alla disponibilità dei professori ed al fatto che ci sono pochi studenti (in relazione per esempio a facoltà come giurisprudenza). A livello accademico è ben organizzato e la formazione di base funziona bene.

SUGGERIMENTI

Secondo me gli studenti devono cercare di incamerare le cose essenziali che si imparano, perché nel mondo del lavoro non serve sapere formule o equazioni: bisogna acquisire i concetti per poi poter ragionare su essi e ricavare le informazioni che magari non si ricordano a memoria.

RICORDI

In generale ho un bel ricordo di quel periodo. C’era un bel clima in università ed eravamo un bel gruppo di amici; per esempio anche i laboratori potevano essere un bel momento per stare insieme e divertirsi.